Lo scherzo di Tommaso Monza

Ho chiesto a Tommaso Monza di parlarmi del concetto di “scherzo” nel frammento da lui presentato allo sharing di Choreoroam 2012. Ecco cosa mi ha scritto.

Sul concetto di “scherzo”  all’interno del mio sketch durante lo sharing:

La parola “ scherzo per me ha 2 diverse accezioni:

–        Uscire da un contesto creato precedentemente cambiandone l’atmosfera.

–        continuare a relazionarsi con il gioco e la finzione.

Un cambio di espressione, un cambio di ritmo, uno sguardo improvviso al pubblico, ecc… per me sono tutte azioni che vanno a interferire con l’accadimento principale e che hanno la possibilità di mantenere un rapporto fra i performer più genuino e con il pubblico più complice.

Se non sono al corrente di tutto ciò che potrà accadere, i Danzatori mantengono un’attenzione più alta rispetto all’attimo scenico (come quando i bimbi sanno che c’è uno scherzo in agguato).

Il pubblico invece viene investito del suo ruolo più antico:

osservatore di un’immagine, ma anche complice nel mantenere viva la magia dell’evento scenico… uno sguardo al pubblico è come dire: “sappiamo entrambi che è finto ma facciamo ancora finta di niente in modo che la magia si compia e sia più reale della realtà stessa” … è molto simile agli “A parte” del teatro di prosa.

Circa Yasmeen Godder

Il lavoro sugli stati e il loro mutamento nelle danzatrici fa sì che si entri in un flusso di materia instabile, che prende forme diverse e si condensa in strane concrezioni.

La capacità delle danzatrici di entrare in un attimo in uno stato molto profondo sembra essere una metempsicosi e in questo modo ci tengono ancorati a loro in un contesto in costante mutazione.